14) Guardini. Le malattie dello spirito.
Nell'opera Persona e libert Guardini analizza il significato
dell'educazione in vista di un dispiegarsi totale della persona.
Il termine stesso persona ci porta nel centro della riflessione
teologica in quanto  proprio attraverso la rivelazione che il
termine ha fatto il suo ingresso nella cultura occidentale.
Utilizzando gli apporti della analisi fenomenologica, l'autore
scopre le cause profonde delle malattie dello spirito. Quando
l'uomo perde di vista il suo proprio bene, decade da se stesso. Il
bene per l'uomo  indicato dal nostro autore nella giustizia e
nell'amore.
R. Guardini, Persona e libert.

 Affiora di nuovo a questo punto la domanda se la persona possa
essere minacciata. Essa lo pu realmente, ma solo l dove sta la
sua garanzia essenziale. Premettiamo un'altra domanda: pu
ammalarsi lo spirito? Non parliamo di quelle che il linguaggio
corrente designa come malattie dello spirito. In esse si tratta
in realt di disturbi delle funzioni cerebrali, della vita
istintiva, dei processi dell'immaginazione, dell'esperienza della
realt e cos via. Tali disturbi non toccano lo spirito in quanto
tale, ma solo i suoi sostrati fisici e organici. Essi bloccano i
suoi atti; ma sono anche prove, nel cui superamento cresce lo
spirito. Per lo spirito non esiste simpliciter, indipendente dai
suoi contenuti. Esso non pu condurre la sua vita come gli piace,
senza che questo non si ripercuota sul suo stesso essere. La vita
dello spirito - e qui sta la sua caratteristica -  garantita non
solo da ci che , ma anche in definitiva da ci che vale: dalla
verit e dal bene. Se lo spirito viene meno in ci, si compromette
in quanto spirito. La semplicit e la indistruttibilit, che sono
le prerogative con cui si suole definire lo spirito, lo preservano
s da danni come quelli che avvengono ai corpi composti, ma non
dalle conseguenze delle decisioni a riguardo dei valori. Se esso
decade dalla verit, s'ammala. Questo genere di caduta non si
verifica se l'uomo sbaglia, ma se rinuncia alla verit; non se
mente anche copiosamente, ma se non accetta pi come obbligante la
verit in quanto tale; non se inganna un altro, ma se orienta la
sua vita a distruggere la verit. Allora egli s'ammala nello
spirito. Non  necessario che ci abbia anche effetti psicopatici;
un uomo di tal genere potrebbe essere anche molto potente e ricco
di successo. Ciononostante egli  malato, e un osservatore
psichicamente o anche spiritualmente penetrante, se ne dovrebbe
accorgere. Tutto ci potrebbe avere anche sviluppi psicologici e
determinare disturbi clinicamente definibili. Ma nessuna
psichiatria potrebbe guarirlo da tale malattia: dovrebbe, se vuol
guarire, convertirsi. Una conversione francamente non facile per
cui possa bastare un atto di volont. Dovrebbe consistere in una
totale inversione dei significati e sarebbe pi difficile di ogni
trattamento terapeutico.
Da simili riflessioni appare chiaro che la persona in quanto tale
pu essere minacciata: quando cio l'uomo si distoglie da quelle
realt e da quelle norme che garantiscono la persona: dalla
giustizia e dall'amore. La persona s'ammala, se decade dalla
giustizia. Non gi allorquando commette ingiustizia anche
abbondantemente, ma quando rifiuta la giustizia. Giustizia 
riconoscere che le cose hanno la loro essenza, ed essere pronti a
prender per vero il diritto dell'essenza e gli ordini che ne
conseguono. Come persona, l'uomo  affrancato nell'indipendenza
dell'essere e nell'iniziativa dell'agire, senza essere Dio; la
condizione perch tale modo di essere abbia significato  che esso
si ponga nell'ordine fondato dalla verit, e cio, appunto, nella
giustizia, anzi che faccia della giustizia il suo proprio compito.
La persona finita  significativa solo in ordine alla giustizia;
se devia da essa diviene pericolante e pericolosa: una potenza
senza ordine. Proprio per questo s'ammala come persona. Non
sussiste pi rettamente in se stessa.
Egualmente decisivo per la sanit della persona  l'amore. Amore
significa vedere la forma del valore nell'esistente distinto da
s, soprattutto se personale; intuire la sua validit; sentire che
 importante che sussista e si dispieghi; essere afferrati
dall'ansia per tale realizzazione come fosse la propria. Chi ama
passa di continuo nella libert; nella libert dalle sue vere
catene, cio da se stesso. Ma appunto con questo aprirsi del suo
vedere e del suo sentire, egli si compie. Tutto s'apre intorno a
lui, e il suo io guadagna spazio.
Chiunque sa qualcosa dell'amore, conosce questa legge: che solo
nell'andar via da se stesso s'afferma quel senso di aperta vastit
in cui l'io diventa reale e tutte le cose fioriscono. In questo
spazio si attua la vera opera e la pura azione; tutto ci che
attesta che il mondo dell'essere  degno. Non appena la persona
rifiuta questo amore, s'ammala. Non gi quando l'uomo manca contro
l'amore, l'offende, cade nell'egoismo e nell'odio, bens quando
sottrae ogni seriet all'amore, e imposta la propria vita sul
calcolo, la violenza e l'astuzia. Allora l'esistenza diventa una
prigione. Tutto si rinserra in s. Le cose ci soffocano. Ognuna si
fa interamente straniera e nemica. Scompare l'ultimo illuminante
significato. L'essere non fiorisce pi.
R. Guardini, Persona e libert, La Scuola, Brescia, 1987, pagine
183-186.
